Super Vacanze di Natale

Super Vacanze di Natale

marzo 14, 2018 0 By carmine_inter

Super Vacanze di Natale

Il cinepanettone di tutti i cinepanettoni: «una compilation unica inimitabile divertentissima» recita il manifesto di Super vacanze di Natale, che ripesca e giustappone scene da 35 anni di produzioni Filmauro. Un formato che ha dominato il botteghino per decenni, «la più lunga serie cinematografica comica del mondo» come ci ricorda il pressbook, e un fenomeno almeno altrettanto antropologico che filmico. Su tutto naturalmente svetta la coppia Boldi – De Sica, che nonostante la separazione ormai di diversi anni fa rimane la matrice del sottogenere, e a loro è infatti dedicata la prima scena, ma trovano spazio anche volti più recenti come Massimo Ghini e lo stesso Paolo Ruffini, che è così autore e attore dell’operazione.

L’apertura mette subito in chiaro il taglio del progetto, ma pure la sua sciatteria: si comincia infatti con un cartello su cui campeggia definizione da dizionario del cinepanettone, ma le lettere che dovrebbero essere accentate sono invece seguite da apostrofo, come se il testo fosse stato scritto su una tastiera straniera e nessuno si fosse preso la briga di aggiustarlo. Non si tratta per altro di un errore ortografico isolato, visto che anche le successive citazioni che appaiono nel film hanno lo stesso problema. Arriva quindi la sigla, che parte con Moonlight Shadow di Mike Oldfield nella versione del 1983, ma che diventa subito una sua cover tecno dozzinale, infatti anche successivamente i brani musicali vintage vengono appena accennati.

Ad accompagnare la canzone sono varie scene animate sexy e i titoli veri e propri, che però sembrano realizzati con il primo programma di video-editing capitato sottomano come in un brutto “filmino del matrimonio”. I vari temi che attraversano il film e fanno da trait d’union tra le scene e i frammenti selezionati sono introdotti da una citazione altisonante, presa ironicamente da autori come Dostoevskij, Pound, Freud, Einstein, Pessoa e via dicendo. Si dipanano così diversi fil rouge, dalla rivalità insita nella natura umana, al gusto e al potere del turpiloquio, passando per l’avvenenza femminile, la volgarità degli arricchiti, l’omosessualità più o meno repressa, le gag con gli animali e così via.

Sebbene i film in questione abbiano ospitato un grandissima quantità di camei, solo alcuni sono ripescati, su tutti quello di Alberto Sordi, cameriere disgustato dai nuovi ricchi che in fondo hanno ancora un palato affamato di trippa. Tra gli attori, oltre ai già citati, sfilano Lillo & Greg, Bisio e De Luigi, Francesco Mandelli, Enzo Salvi, Giorgio Panariello, Jerry Calà, Nino Frassica, Alessandro Siani, Ezio Greggio e non poteva mancare Guido Nicheli, che nel primo Vacanze di Natale si vantava delle sue performance automobilistiche con la memorabile frase «Alboreto is nothing!».
Tra i pezzi più corposi spicca per qualità quello di Diego Abatantuono, che in Vacanze di Natale 90 si rifiutava di sottostare alle prepotenze borghesi sulla servitù e umiliava invece i “padroni”, forte della sua imponenza fisica a confronto della loro debolezza. Notevole poi il dileggio dell’ipocrisia nel dialogo alternato tra De Sica e Nadia Rinaldi, da Anni 90, dove i due al telefono in auto si corteggiano con smancerie assortite, mentre dal vivo hanno un piccolo tamponamento e si insultano volgarmente, per poi riprendere con il cinguettio telefonico ignorando di parlare con la stessa persona che hanno appena preso a male parole.
Più emblematici invece del consunto repertorio del genere sono la volgarissima entrata in scena di Enzo Salvi, nei panni di Er Cipolla così detto perché se ti prende ti fa piangere, da Vacanze di Natale 2000, e allo stesso modo è il solito gioco degli equivoci la scena con Ghini e De Sica da Natale a Miami, dove il primo è andato letto con la moglie del secondo, ma il secondo è andato a letto con la figlia del primo. Immancabili poi le scene di humour scatologico e il tormentone di Boldi che dice Cipollino e mostra il proprio lato B.
Tra le varie donne ad avere più spazio non sono le pur presenti bellone, come Anna Falchi, Sabrina Ferilli, Belén, Michelle Hunziker e Megan Gale, bensì la già citata Nadia Rinaldi. Ha una scena di rilievo anche Athina Cenci, che in Yuppies 2 riceve telefonate da Calà, De Sica e Boldi intenti a imitare le voci di vari uomini di potere, dove su tutti non svetta il presidente della Repubblica Cossiga bensì l’avvocato Gianni Agnelli, simobolo del culto per il denaro che nei cinepanettoni è da sempre, ambiguamente, oggetto di satira e di complicità.